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lunes, 6 de abril de 2020

Aceitera del fusil Mosin nagant - Oleatore fucile Mosin Nagant



El fusil Mosin nagant  es una de míticas armas de la infantería del siglo XX , fue utilizado por la Rusia zarista durante la primera guerra mundial y posteriormente por la Unión Soviética en la segunda guerra mundial.Se fabricaron más de 37 millones de unidades entre 1891 y 1965 .

Soldados de la 43 BM rindiendo honores,
 con sus fusiles Mosin nagant, a Azaña ,
al Dr Negrín y al general Miaja durante
su visita a Torija  tras la batalla de
Guadalajara.Foto de Aguayo

Soldati della 43 BM ,onorando
 con i suoi fucili Mosin nagant ,Azaña,
il dottore Negrín e il generale Miaja 
durante la sua visita  a Torija dopo
 la battaglia di Guadalajara .
Foto di Aguayo

Durante la guerra civil española la URSS envió a la República  casi medio millón de estos fusiles y 862 millones de cartuchos 7,62 X54 R

La aceitera que vemos en la fotografía era parte del kit de mantenimiento del fusil.Se trata de un contenedor de aluminio dividido en dos partes que contenían lo siguiente :

Щ = щелочной состав, (pronunciado shchelochnoy sostav ).Esta es la letra equivalente al sonido francés Sh (Cheval) = disolvente

Н = нефть (pronunciado nyeft' ) .Esta letra en cirílico equivale a la letra N en latín = aceite


Il fucile Mosin nagant è una delle armi mitiche della fanteria del XX secolo , è stato utilizzato dalla Russia zarista durante la prima guerra mondiale e poi dall'Unione Sovietica nella seconda guerra mondiale. Tra 1891 e  1965 sono state prodotte più di 37 milioni di unità.

Durante la guerra civile spagnola l'URSS ha inviato alla Repubblica  quasi mezzo milione di questi fucili e 862 milioni di cartucce 7,62 X 54 R.

L'oleatore  nella foto faceva parte del kit di manutenzione del fucile. Si tratta di un contenitore di alluminio diviso in due parti che contenevano  il seguente :

Щ = щелочной состав, shchelochnoy sostav. Questa è la lettera equivalente al suono Sh (Cheval) = solvente

Н = нефть = nyeft' . Questa lettera in cirillico equivale alla lettera N in latino = olio

viernes, 2 de enero de 2015

Legionarios del CTV desfilan por las calles de Guadalajara-Legionari del CTV sfilano per le strade di Guadalajara


Camisas negras desfilando por las calles de Guadalajara
Camicie nere sfilando per le strade di Guadalajara 

El 29 de Marzo de 1939 se acaba la guerra en Guadalajara , Franco otorga el "privilegio" de desfilar por la calles de la capital a unos camisas negras, que levantan ufanos su cuchillo fascista, como una forma de "compensar " el honor perdido.Dos años antes estos soldados de Mussolini habían sufrido una derrota calamitosa en Brihuega y Trijueque .

Debajo dejo el extracto de una carta escrita por un voluntario republicano italiano  de la Brigada Garibaldi que se había enfrentado a los legionarios de Mussolini, la carta  está dirigida a su madre y familia  en un pueblo llamado Pordenone provincia de Friuli-Venecia .En esta carta Achille Durigon informa a su familia  el resultado de la batalla.:


"...Ahora estoy bien y cuando recibáis esta carta ya estaré en el frente de la libertad.Esos fascistas que salieron de Italia ya han demostrado ser unos voluntarios forzados porque en la batalla de Guadalajara se han hecho 1000 prisioneros y las  dos divisones de Mussolini han aprendido una buena lección de los garibaldinos (por si no lo sabéis  nuestro batallón se llama "Garibaldi") y en Guadalajara como en todos los otros frentes se ha sabido distinguir ,los fascistas nos habían atacado con dos divisiones de italianos  y dos divisiones mixtas armados hasta los dientes  pero el ejercito republicano las destrozó y les cogimos tal gran cantidad de material que hicieron falta 750 camiones para cargar el material,sin contar los diez aviones que derribamos , 60 piezas de artillería  y más de 70 camiones , en definitiva una dura lección.
Resumiendo te informo que de Pordenone ,que lucha contra la reacción internacional ,somos 6 ó 7 que estamos preparados para luchar hasta el final.
Margarita, tu carta me  ha traído alegría,no recuerdo quien es ese Lello del que me hablas ,me alegra saber que estás bien de salud ,haces bien en sumarte a la libertad eres ya bastante adulta .

P.S.Cuando esté en el frente no siempre podré escribiros , pero todos vosotros deberéis escribirme al menos una vez a la semana ,de mamá no me contais nada ,no tengas miedo Bruno ya han caído en Guadalajara al menos 3000 fascistas italianos....."



Daga fascista anverso y reverso Federazione Nazionale Arditi d'Italia
Pugnale fascista lato recto e verso



Il 29 marzo 1939 finisce la  guerra a  Guadalajara, Franco concede  "il privilegio"di  sfilare per le strade della capitale a alcune camicie nere  ,che alzano orgogliosi  il loro coltello fascista , come un modo per "compensare" l'onore perduto .Due anni prima  questi soldati di Mussolini avevano sofferto una sconfitta disastrosa a Brihuega e Trijueque.


Qui di seguito lascio l'estratto da una lettera scritta da un volontario italiano repubblicano della brigata Garibaldi, che aveva affrontato i legionari di Mussolini,  la lettera è indirizzata a sua madre e  famiglia in un villaggio chiamato Pordenone ,provincia di  Friuli Venezia.In questa lettera Achille Durigon informa la sua famiglia sul risultato della battaglia.

"...Ora sto bene e quando riceverete questa lettera sarò già al fronte della libertà. Quei fascisti che sono partiti dall’Italia hanno già dimostrato di essere dei volontari forzati perché nella battaglia del Guadalayara  si sono dati prigionieri un migliaio e le due divisioni di Mussolini hanno preso una buona lezione dai Garibaldini (se non lo sapete il nostro battaglione si chiama “Garibaldi”) ed in Guadalayara come in tutti i altri fronti si è saputo distinguere, ed i fascisti ci avevano attaccati con due divisioni di italiani e due miste armati fino ai denti però l’armata repubblicana li riscacciò e gli abbiamo preso un mucchio di materiale cioè per caricare il materiale ci occorre 750 camion senza le diecine di apparecchi fatti cadere a terra, e 60 pezzi d’artiglieria e più che 70 camions, insomma una dura lezione.
Insomma fate sapere che di Pordenone che lotta contro la reazione internazionale ne sono 6 o 7 che siamo decisi a lottare fino a fondo.
Margherita la tua lettera mi ha portato soddisfazione. Non ricordo chi è questo Lello... che mi parli, ò pure piacere che tu vai bene di salute. Fai bene prenderti la libertà sei già grande abbastanza.


N.B. Quando sono al fronte non sempre potrà scrivervi, però voi tutti dovreste scrivermi almeno una volta per settimana. Della mamma non me ne parlate nemmeno, non aver paura Bruno ne son già caduti solo in Guadalayara più di 3000 fascisti italiani...."